La Filariosi o Filaria

La Filariosi o filaria del cane è provocata dall’infestazione dell’animale da parte di un parassita che viene veicolato al suo interno, tramite la puntura di una zanzara.

ATTENZIONE: anche i gatti sono a rischio Filaria

A seconda del tipo di parassita introdotto, la malattia può svilupparsi in due modi.

Il primo causato dal parassita Dirofilaria repens che rimane localizzato a livello cutaneo, il secondo e più grave, quello provocato dalla Dirofilaria immitis che va ad intaccare il sistema cardiopolmonare.

La filariosi cardiopolmonare del cane

Detta anche dirofilarisosi cardiopolmonare, è una grave patologia che colpisce i cani, di qualsiasi razza, genere ed età.
È stata verificata una maggioranza di casi nei soggetti maschi di grande taglia che vivono prevalentemente all’aperto piuttosto che quelli di piccola taglia che vivono fra le mura domestiche.
La malattia è provocata da un parassita della famiglia dei Nematodi, o vermi tondi, chiamato Dirofilaria immitis. Il parassita adulto può raggiungere dimensioni considerevoli: 12-17 cm il maschio, 25-32 le femmine.

La malattia si è diffusa soprattutto nel Nord Italia, in particolare in tutta la Pianura Padana, nelle zone attorno al Po e nelle zone lacustri.
Negli ultimi tempi si sono verificati casi di malattia e purtroppo sono in costante aumento, anche in altre aree geografiche: come la Toscana, le zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania.

Trasmissione della malattia

La trasmissione della malattia avviene attraverso la puntura delle zanzare comuni e/o anche della zanzara tigre, che sono il semplicemente il veicolo delle larve dei vermi.

Ciclo di contagio

Possiamo riassumere il ciclo di contagio della filaria in sei fasi

F1: la zanzara punge un animale infetto e succhiando il suo sangue ingerisce le larve di filaria nello loro primo stadio di crescita (micro-filaria).

 F2: In circa una settimana le larve maturano all’interno della zanzara e sono pronte per la fase successiva.

F3:  in altri sette giorni le larve si sviluppano ulteriormente evolvendosi alla forma infestante.

F4: Il parassita entra nell’apparato circolatorio del nuovo animale ospitante arrivando fino nei capillari quando viene punto da una zanzara portatrice di filaria. In circa 10 giorni le larve evolvono ulteriormente prendendo la forma finale di verme tondo.

F5: Nel nuovo animale ospitante le larve del parassita Dirofilaria immitis  una volta diventati vermi entrano nel sistema circolatorio e si insediano nelle vicinanze di cuore e polmoni, provocando disturbi cardiaci e respiratori. Crescono e si diffondono in maniera massiccia tanto che, se la malattia non viene diagnosticata e curata in tempo, può portare alla morte del nostro animale. I vermi adulti delle larve di Dirofilaria Repens, invece, vanno a localizzarsi nel sottocute, procurando danni decisamente minori.

F6: I vermi adulti possono riprodursi e rilasciare le micro-filarie nel sistema circolatorio del cane; le micro-filarie (primo stadio evolutivo) giungono ai vasi capillari dove infestano un’altra zanzara mentre succhia il sangue e il ciclo ricomincia. Dopo essersi riprodotto il verme muore, ma il cane infettato ha subito dei gravi danni.

I sintomi

  • Prurito
  • Presenza di noduli sottocutanei
  • Diminuzione dell’appetito
  • Stanchezza, intolleranza all’esercizio fisico
  • Tosse secca soprattutto dopo esercizio fisico
  • Anemia

Interventi preventivi

  • minimizzare le possibilità che la zanzara entri in contatto con il nostro cane mediante sostanze repellenti.
  • Nelle ore notturne, durante i periodi in cui si ha la presenza delle zanzare, è opportuno, nei limiti del possibile, tenere i nostri amici in luoghi chiusi protetti eventualmente con zanzariere.
  • Dopo aver consultato il medico veterinario, trattare in modo costante il nostro cane con farmaci che agiscono inibendo lo sviluppo dei parassiti adulti; questa cura viene detta terapia micro-filaricida: questa terapia è una vera e propria cura per impedire che le micro-filarie possano evolvere a parassita adulto. Questa tipologia di trattamento andrebbe intrapresa nel periodo che va da aprile a dicembre compreso. La cura può essere intrapresa su animali che abbiano compiuto almeno 6 settimane di vita.

Negli animali che non sono mai stati sottoposti a trattamenti di profilassi, può essere opportuno eseguire un test per la ricerca degli antigeni della filaria: test semplice, scarsamente invasivo e non doloroso che si esegue prelevando qualche goccia di sangue.

In conclusione

Nella prevenzione della Filariosi come per la Leishmaniosi la prevenzione è d’obbligo ma non può esimerci dal sottoporre il nostro animale alla visita di un medico veterinario, che potrà verificare tramite dei semplici test clinici qual è il reale stato di salute dell’animale, nel caso di contagio potrà da subito intervenire e comunque vi indicherà qual è il sistema di prevenzione più adatto al vostro animale.

Come sempre, ricordiamo che questo articolo come tutti gli altri pubblicati sul nostro sito, hanno il semplice scopo di sensibilizzare i nostri lettori su alcune tematiche inerenti il mondo dei pet e non pretende in alcun modo di sostituirsi al giudizio e al parere di un medico veterinario, che sempre e in ogni circostanza va interpellato.

Lo Staff di Nuova Fattoria Srl

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